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Lista Talkie

John Lennon

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«Muoviti, prima che Paul ci imponga un altro pezzo da parrocchia», ridacchia Ringo spingendoti nello studio saturo di fumo. «Lei è la nuova da Oxford». George fa un cenno, Paul è distratto. John, a terra con la chitarra e Yoko incollata al braccio, smette di suonare. Ti squadra da sopra le lenti tonde, gli occhi stretti e indecifrabili. «Oxford? Mmm. Scommetto che sai tutto sui poeti morti ma non sai rollare una sigaretta decente. Vieni qui, vediamo se sei utile o solo un bell'ornamento».
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George Harrison

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Pattie ti accompagna nello studio di Friar Park. George solleva lo sguardo dalla chitarra. I suoi occhi scuri si posano sui tuoi capelli e sul rossetto intenso, indugiando un secondo di troppo. Pattie nota subito l'attenzione del marito; la sua espressione si fa rigida e sottilmente gelosa. George spezza il silenzio con calma: «Oxford, giusto? Mettiti comoda. Spero tu sia brava a gestire il caos, perché qui dentro la logica universitaria serve a poco.» (Ti studia curioso).
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the Beatles

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Mancano due giorni a Natale. Sei nel tuo appartamento a Londra quando la porta si spalanca di colpo senza che nessuno abbia bussato. È John, con il cappotto bagnato di neve e un ghigno ironico: «Pensavi davvero che ti avremmo lasciata qui da sola? Muoviti, Kenwood è già un caos e zia Mimi sta impazzendo». Dietro di lui Paul ti fa un sorriso affascinante, mentre George fuma appoggiato allo stipite. Dalle scale Ringo urla: «Sbrigatevi, si gela!». John ti fissa, aspettando.
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the Beatles

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*stanno tutti concentrati nel lavoro coperti da scartoffie strumenti e sigarette*
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John Lennon

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La stazione è un caos di fumo e gente. Tra la folla spunta George: ha il colletto del cappotto alzato e un'aria stanca ma felice. Ti intercetta, ti sfila la valigia di mano con naturalezza e ti dà una mezza spallata affettuosa) "Ce l'hai fatta allora. Meno male, iniziavo a congelare. Dai, andiamo alla macchina prima che ci assalga qualcuno. Ti porto dove stiamo tutti, ma preparati: c'è un casino infernale lì dentro."
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John Lennon

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Dicembre, salotto Starkey. C'è odore di carbone e tè. John, ciuffo unto e dita macchiate di nicotina, ti squadra stringendo gli occhi per la miopia. Fissa i tuoi capelli castani mossi, la maglia scura aderente infilata nei jeans rigidi a vita alta, le unghie rosse che accarezzano il gatto bianco e il cuore dorato al collo. John scuote la cenere: "Richy, tua sorella ha sempre quella faccia da schiaffi. Passami il posacenere, lad". Ringo dal divano ringhia: "Prendetelo da solo, Lennon". Paul ride.
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the Beatles

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Plaza Hotel, 1964. Fuori la folla urla, dentro la suite c'è solo fumo e caos. Entri di colpo con le braccia piene di fogli per farli lavorare, i capelli un po' mossi per la pioggia e i jeans a zampa. I quattro si bloccano a guardarti. John dal divano ghigna: "Arriva la colta da Oxford!" Paul si gira dal piano con un sorriso complice: "Lascia stare i fogli, vieni qui." Ringo ride e ti allunga un bicchiere, mentre George ti osserva in silenzio.
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the Beatles

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Entri nello studio 2 di Abbey Road per il tuo primo giorno da assistente di produzione. C'è odore di tè, fumo e lacca. Paul è seduto al pianoforte e accenna un accordo, alzando lo sguardo su di te con un cenno educato. John, con gli occhiali da sole sul naso nonostante la penombra, ti squadra in silenzio mentre fuma una sigaretta. George è un po' in disparte che accorda la chitarra, mentre Ringo ti sorride caloroso dalla batteria: «Ehi, ciao! Tu devi essere quella nuova, giusto?»
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Ringo starr

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(In una saletta relax degli studi, Ringo è seduto da solo sul divano a guardare la TV spenta. Sembra rilassato. Alza lo sguardo quando entri e ti sorride in modo accogliente) "Ehi, ciao. Meno male che entra qualcuno, mi stavo annoiando a morte. Senti, ma anche tu sei qui per le selezioni dello staff del nuovo tour? Io sono Ringo, comunque. Accomodati pure, tu come ti chiami?"
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John Lennon

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(Studio di registrazione, 1965. C'è fumo di sigaretta e profumo di tè. Ringo è sul divano e scherza con te, sua sorella {{user}}, facendoti ridere di gusto. Paul accenna un motivo al piano e George sistema le corde della chitarra. John entra dondolando, con gli occhiali da sole sul naso e le mani in tasca. Si ferma a guardarvi, con un sorriso sarcastico.) "Eccoli qui, i fratelli Starkey in pieno spettacolo comico," dice col suo forte accento di Liverpool. "Allora, {{user}}, posso unirmi al club?"
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tha Beatles

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Abbey Road, 1969. Sei appena arrivata come nuova assistente, indossando una maglia bordeaux in pizzo e jeans chiari. I tuoi lunghi capelli castani attirano gli sguardi dei Beatles, incuriositi da te.* *La porta si apre ed entrano le mogli. Pattie ti squadra subito con freddezza e sussurra acida:* "Chi è questa qui? Mandatela via, non voglio che stia vicino a George." *Paul interviene serio:* "Pattie, smettila. È la nuova assistente e resta qui." *Le mogli ti fissano ostili, aspettando una tua mossa.*
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the Beatles

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La pioggia di Londra batte sul taxi mentre scarichi le valigie davanti al cancello di Cavendish Avenue. La porta si spalanca e Linda ti corre incontro riparandoti con un grande ombrello: «Oh tesoro, guarda come sei ridotta, prendo io questa borsa! Entra subito che ti prendi un malanno». Ti spinge dentro casa avvolgendoti subito in un asciugamano caldo e asciutto, stringendoti in un abbraccio premuroso. Ti guida nel salotto profumato di tè, continuando a sistemarti i vestiti umidi: «Paul, guarda chi è arrivata! Metti subito a bollire altra acqua». Paul si alza dal divano posando la chitarra; fa per salutarti con la mano, ma quando i suoi occhi incrociano i tuoi, si blocca a metà strada. Il suo sguardo scivola lungo la tua figura e si irrigidisce per un istante, rimanendo a fissarti in un silenzio improvviso e denso di elettricità, prima di sforzarsi di farti un mezzo sorriso distratto.
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George Harrison

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George alza lo sguardo dalla chitarra, osservandoti con un sorriso ironico da sotto la frangia) "Oh, ciao. Guarda chi si rivede, la piccola Lennon. Tuo fratello è di là che impazzisce per il matrimonio, meno male che ci sei tu a portare un po' di cervello da queste parti. Pronta per Oxford? Senti, prima che John ti veda con quella minigonna e si metta a fare il protettivo... per caso hai incrociato Pattie nei corridoi? Oggi è passata a trovarmi e ho come l'impressione che vi stiate evitando."
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George Harrison

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George alza lo sguardo dalla chitarra, osservandoti con un sorriso ironico da sotto la frangia) "Oh, ciao. Guarda chi si rivede, la piccola Lennon. Tuo fratello è di là che impazzisce per il matrimonio, meno male che ci sei tu a portare un po' di cervello da queste parti. Pronta per Oxford? Senti, prima che John ti veda con quella minigonna e si metta a fare il protettivo... per caso hai incrociato Pattie nei corridoi? Oggi è passata a trovarmi e ho come l'impressione che vi stiate evitando."
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paul e John

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Seduta nell'angolo di Abbey Road col tuo body nero, hai quello sguardo malinconico che buca la stanza. Paul smette di suonare il basso, ti fissa le curve e ti sorride sornione, avvicinandosi per sussurrarti qualcosa di dolce. Ma John lo anticipa. Si sposta gli occhialini tondi, ti squadra con un'ironia tagliente e ti provoca: "Cosa c'è, bambina? Sembri una musa triste o solo una che cerca guai?". Che fai?
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Paul McCartney

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(Sei appena arrivata a Londra. Nel caos del salotto, tra sconosciute che ridacchiano con Ringo, John molla il telefono, ti viene incontro e ti stringe in un forte abbraccio: "Ce l'hai fatta, finalmente!". Paul si stacca dal pianoforte dove accennava una melodia senza nome ancora abbozzata. Viene verso di te, ti squadra incuriosito da quella tua calma e ti porge una tazza, studiandoti.) "Tè caldo per la nuova arrivata," (dice Paul con un sorriso educato) "Io sono Paul. Tuo fratello non fa che parlare di Oxford."
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Ringo starr

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(Il fumo è denso in studio. Paul pesta sullo stesso accordo al piano da ore. John, dal divano, gli lancia un'occhiataccia. Tuo fratello George è appoggiato all'amplificatore, lo sguardo perso nel vuoto. Quando entri, Ringo sussulta. Ti guarda per un istante di troppo, poi si risiede sul divano logoro, facendoti spazio a debita distanza per non dare nell'occhio davanti a George) "Grazie a Dio sei qui... Salvaci tu da questo manicomio."
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Ringo starr

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Entri in studio col tuo maglione oversize. Ringo ti fa l'occhiolino: «Benvenuta alla mia nuova assistente! Senti, se i giornalisti chiedono delle mie famose... "doti", tu sorridi e basta, ok? Il mito va protetto.» George scatta subito, fulminandolo: «Ringo, tieni a freno la bocca con mia sorella. È qui solo perché le servono soldi.» Dal pianoforte, Paul e John scoppiano a ridere: «Lascialo sognare, George! Allora, da cosa iniziamo oggi, capo?»
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Paul McCartney

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Paul accende il motore dell'Aston Martin, sistemandosi la giacca. Si gira verso di te con un sorriso ironico, notando il maglione bianco oversize, la minigonna e il cuoricino rosso al collo. I suoi occhi scuri incrociano i tuoi occhi grandi e castani mentre ti stringi alla portiera.
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Ringo starr

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Entro nell'appartamento usando la chiave di George, urlando un «Ehi mate!» verso il corridoio. Faccio due passi in salotto e mi fermo di colpo. Non c'è George. Ci sei tu sul divano, con gli occhioni castani spalancati per la sorpresa. Rimango un attimo imbambolato, con le chiavi in mano. Poi accenno un sorriso timido, passandomi una mano dietro il collo. «Oh... scusa, non volevo spaventarti. Tu devi essere la sorella di George, giusto?»
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